Stiamo indubbiamente imparando dagli Americani: facciamo causa per qualsiasi cosa, potrebbe anche andarci bene. Ma nei casi che sto per riportare, la vedo dura.
Il 28 Luglio, come riportato da alcune testate online, l'associazione ViviDown ha deunciato i dirigenti della filiale iltaliana di Google (IL motore di ricerca), proprietari dell'altrettanto noto sito Youtube per aver pubblicato (nel novembre del 2006.. ci han pensato per ben 2 anni) il video di due... boh... deficenti? imbecilli? insomma di due tizi che picchiavano un giovane affetto dalla sindrome di Down.La denuncia è ridicola perchè riguarderebbe l'"omessa vigilanza" sulla pubblicazione del filmato. A Mountain View penso che ci sia ancora gente che ride pensandoci... Infatti il sito, all'atto dell'iscrizione, mostra un bel disclaimer che dice che Youtube non è responsabile per i contenuti pubblicati (la cui responsabilità resta a carico di chi li pubblica) e che si riserva il diritto di eliminare quelli "sconvenienti" (per una serie di motivi, primo fra tutti la violazione dei diritti d'autore) dietro segnalazione.
Tra l'altro, mentre cercavo altri riscontri alla notizia (che ho appreso dal TG5), scopro che il sito del QuotidianoNazionale ha un intera pagina dedicata al "Bullismo" ma che NON riporta questa notizia, limitandosi a elencare i tanti episodi di "violenze" di ragazzini nei confronti di altri ragazzini o delle scuole in cui vanno. Dubito che sia colpa dei telefonini e di Youtube: alle "bande" di ragazzini pestiferi, che si pigliavano a sassate con la fionda o peggio sono dedicati anche dei romanzi.. "I ragazzi della via Paal" per dirne uno.
Non contenti di farci sbertucciare in questo modo, oggi abbiamo rincarato la dose: Mediaset ha presentato, sempre al colosso americano, una richiesta di risarcimento danni di 500 milioni di Euro per "la pubblicazione di filmati tratti dalle trasmissioni del Gruppo senza aver pagato i diritti d'autore". Quelli che avevano smesso di ridere per la prima notizia, hanno ovviamente ricominciato. Oltre alle obiezioni sulla liceità del contenuto (come nel caso del video del pestaggio) qui diventa anche parecchio difficile dimostrare che Mediaset possa aver subito un danno dalla ripubblicazione online di spezzoni di trasmissioni già andati in onda. Ritrasmissione che non fa altro che fare pubblicità gratuita alle reti, invogliando gli spettatori a vedere i programmi direttamente quando vengono trasmessi e non in una ridicola finestra pixellosa e con un pessimo audio.
Oltretutto non sono del tutto sicuro che la ritrasmissione senza scopo di lucro (Youtube non si fa certo pagare) corrisponda ad un reato al di fuori dello Stato italiano. Per lo meno, fino a poco tempo fa non era così.
Nell'articolo si dice anche che nel 2006 la NBC segnalò a youtube la presenza di propri contenuti, che vennero rapidamente rimossi. Curiosamente si parla di "azione legale" per "chiedere la rimozione", che è piuttosto contraddittoria come cosa..
Perfino la CNN riporta la notizia, con tanto di dichiarazione dei legali di Google, aggiungendo che sempre questo mese la Viacom ha presentato una richiesta di danni per un milione di dollari più o meno per lo stesso motivo. Arriviamo secondi.