Windows 7

Dopo qualche settimana di attesa del pacchetto proveniente dalla Sony, finalmente mi è arrivato Windows 7.

windows7

Ero parecchio curioso di confermare o meno le varie voci che mi son giunte sulla sua affidabilità e velocità, quindo l’ho installato sul Vaio VGN che mi sono regalato. L’installazione è andata liscissima nonostante la macchinosità della procedura di upgrade proposta dalla casa giapponese: il pacchetto contiene ben 2 DVD che vanno utilizzati in sequenza.

Aggiornamento

Prima di tutto bisogna inserire il primo DVD, far girare il programma di aggiornamento che c’è dentro e poi disinstallare manualmente una serie di driver e programmi relativi alla scheda di rete ed al masterizzatore. Fatto questo occorre riavviare e inserire il secondo DVD, che contiene i file di installzione veri e propri: dopo un paio d’ore il procedimento si conclude, ma non è ancora finita. Sul secondo DVD c’è un’altra utlity da far partire, che ripristina i driver e i programmi precedentemente rimossi.

Insomma, fatto tutto questo e rimossi i file di installazione con Pulitura Disco, finalmente ci si trova con 7 installato.

Uso

La prima impressione è sicuramente buona, anche se non riesco a farmi piacere l’assenza della barra Avvio Veloce. Il nuovo Windows permette di “bloccare” le icone delle applicazioni sulla taskbar con un semplice click, e ne visualizza già tre dopo l’installazione. Le icone (anche impostandole come “piccole”) sono ancora troppo grandi ed occupano inutilmente spazio nella taskbar.
La cosa è meno fastidiosa rispetto a quanto accadrebbe su Vista, dato che 7 raggruppa automaticamente i pulsanti sulla barra e ne mostra solo l’icona anzichè l’icona ed il nome, tuttavia avere un quarto di barra occupata in permanenza da sei icone è abbastanza fastidioso. Per inciso è la stessa ragione per cui ritengo assolutamente non intuitivo il Dock di OSX.

Per il resto, la nuova taskbar ha delle funzioni comodissime, come le Jump List. Al posto di quello che era il menù di sistema, ora c’e’ un menù contestuale, che varia in base all’applicazione, per eseguire operazioni frequenti. Ad esempio, nella Jump List di Internet Explorer ci sono elencate le ultime 10 voci della Cronologia e i pulsanti per aprire una nuova scheda, in modalità normale o inPrivate. Fisse in tutte le liste ci sono le voci per bloccare l’icona nella taskbar e per chiudere l’applicazione.

Un’altra cosa estremamente utile è il posizionamento automatico delle finestre, che mi pare si chiami AeroSnap. In pratica se si trascina una finestra in alto, vicino al bordo dello schermo, questa viene automaticamente “agganciata” e ridimensionata in modo da occupare esattamente metà del monitor. Avvicinandosi al lato superiore invece viene massimizzata, ed è sufficiente ritrascinarla in basso per ripristinare la posizione precedente.
Altra cosa nuova sono le scorciatoie per le finestre, ridimensionabili via tastiera usando il tasto Win e le frecce.

Mancano sempre i desktop virtuali, a quanto pare Microsoft non è intenzionata ad implementarli in modo nativo (anche se l’eclettico Mark Russinovich ha già scritto un tool molto minimale per gestirli).

Il pannello di controllo è cambiato pesantemente, diminuendo la quantità di icone e riorganizzando i contenuti. La nuova visualizzazione Stampanti e Dispositivi raggruppa finalmente tutto l’hardware “periferico” in un unico punto, semplificando l’installazione dei driver.

Paint e WordPad sono finalmente diventati programmi seri, peccato che abbiano il Ribbon alla Office 2k10 che trovo mortalmente scomodo. Per qualche (mica tanto…) misterioso motivo però, WordPad non apre più i file .doc che apparentemente non sono più supportati. In compenso legge .docx (la versione XML del .doc) e .odt (OpenDocument).

Esplora risorse è diventato stranissimo, con il supporto per le Raccolte (in pratica, cartelle virtuali) di cui prima o poi scoprirò l’utilità e una gestione abbastanza intelligente delle Anteprime. E’ ancora un casino cambiare icona a un tipo di documento (non ho guardato, ma mi sa tanto che proprio non si può).

La personalizzazione del desktop è attirittura eccessiva: i temi ora possono avere dei set di sfondi che vengono cambiati ad intervalli specificati, colori delle finestre, dei suoni e puntatori predefiniti. Non so, mi sembra addirittura esagerato.

La gestione dei font è ancora assolutamente elementare (ma Linux è MOLTO peggio), ma 7 permette di raggruppare i font per famiglie in maniera automatica.
Purtroppo hanno nazionalizzato anche i nomi, quindi “Arial Black” viene visualizzato come “Arial Nero”. Complimenti, bella cazzata. Il resto è rimasto come in Vista.

Che altro… direi che per ora è tutto..