Netparanoia

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L’ammetto, della cosiddetta “blogsfera” italiana leggo molto poco. Su Facebook ci perdo un pò di tempo, e ogni tanto cerco video su Youtube.

Frequento l’ambiente della rete dal lontano 1997, e da allora di acqua ne è passata sotto i ponti. Allora c’erano i newsgroup e fare un sito web era piuttosto complicato: solo le aziende avevano dei domini, e c’era praticamente solo Geocities che dava spazi web gratis (1 mega, e sembrava tantissimo). I blog non esistevano nemmeno come idea, e per discutere c’era usenet.

Ora è tutto cambiato, chiunque può pubblicare cose in internet, il che ha indubbiamente aumentato la quantità di informazioni, ma ne ha abbattuto la qualità. Non capisco perchè, visto che io posso scrivere qualcosa in rete, debba scrivere qualsiasi cosa mi venga in mente, improvvisandomi di volta in volta giornalista, opinionista, sociologo, politologo, ecc…

La maggior parte dei blogger infatti si improvvisa giornalista, scrivendo commenti di solito sulla politica; quello che non capisco è perchè la gran parte di chi gestisce questi blog sia principalmente il “classico” studentello sinistra: forse chi ha orientamenti politici diversi ha di meglio da fare che scrivere sui blog, tipo lavorare.. E’ pur vero che ci sono diverse eccezioni, nel senso che non sono studenti, ma pur sempre di sinistra.

L’altra cosa che notate di parecchi blog italiani è la loro autoreferenzialità. Una ristretta cerchia di blog e persone che si autocitano, commentano l’uno i blog degli altri, ma generalmente senza fare un passo oltre, fuori dalla rete. Ovviamente sono tutti terrorizzati da ogni possibile cambiamento proveniente dall’esterno in questa situazione. Poi poco importa se ormai abbiamo Google che sta per raggiungere il monopolio su tutti i servizi online. Quello va bene, l’importante è che ad avere il monopolio non sia Microsoft.

In questo piccolo e ristretto mondo da alcuni mesi girano articoli secondo i quali in Italia la libertà di espressione è in pericolo, che  un regime autoritario voglia imbavagliare l’informazione. Ovvio, essendo tutto molto autorefereziale ed essendoci online gente come Travaglio e Grillo, che han fatto dell’insulto e della calunnia uno stile e un modo di presentarsi, questa baggianata ha preso rapidamente piede. La blogsfera italiana infatti sembra essere un mondo dove nessuno o quasi produce contenuti originali, limitandosi a copiaincollare idee atrui senza usare la propria testa.

Ora, io non sono sicuro che i blogger vivano nello stesso Paese dove vivo io, ma non pensavo che un regime autoritario permetta ai giornali di attaccare apertamente il Governo anzi no, solo il Presidente del Consiglio. Il Governo viene rigorosamente lasciato fuori da questi attacchi… sapete, per i direttori dei giornali potrebbe sempre essere utile avere degli amici in politica quando cambia il Presidente del Consiglio. Ma non è finita. Improvvisamente i blogger hanno scoperto che possono pubblicare video su Youtube (che è di Google, ma “è libero”) e che usare i programmi basici di montaggio è facile, come è altrettanto facile improvvisarsi “detective” ed esperti di questo o quel campo senza aver mai messo il naso fuori casa. Fioccano quindi video che prentendono di aver scoperto l’occultissimo pericolosissimo complottissimo contro la libertà dei cittandini sotto il gioco del Sistema. Naturalmente, a parte organizzare netstrike farsa ed altre proteste più o meno inutili, nessuno fa.

Io non mi improvviserei mai architetto, ingegnere, medico, poliziotto, magistrato…. perchè mai tutti quelli che scrivono sui blog si sentono in grado (anzi, in dovere) di improvvisarsi giornalisti? Certo, i giornalisti seri si contano sulle dita di mezza mano, e quindi va bene che chi fa da se fa per tre ma appunto per questo fare il giornalista seriamente non dev’essere facile, richiede una preparazione che gran parte di questi blogger non ha, e spesso se ne vanta!

Ora il mondo politico, questa entità astratta che non serve a niente se non a rubare e soggiogare i cittadini, secondo i suddetti, ma che chissà come mai quando è di sinistra va bene… ha scoperto che esiste internet. E l’ha scoperto perchè qualche politico usa Facebook e s’è ritrovato coperto d’insulti. Gli utonti di Facebook infatti non si fanno remore a dare giudizi “con l’accetta” su qualsiasi argomento, senza pensare. Insomma, la politica ha scoperto Internet, e ha notato che sulla rete vige l’anarchia. Ora, siccome la base della nostra  civiltà sono le leggi, si tenta di farle valere anche in Internet. Cosa che dovrebbe già accadere, ma che curiosamente non capita.

Insomma, pare (dico pare perchè io la notizia non l’ho letta direttamente) che il Governo (dittarura eccetera eccetera antidemocratico eccetera eccetera fascista eccetera eccetera) voglia equiparare i siti che pubblicano videonotizie alle testate giornalistiche televisive. Levata di scudi dei blogger: la censura! Il bavaglio all’informazione! Moriremo tutti! Poco importa se non c’è bisogno delle leggi per bloccare tutto il mondo dei video online: se Google per assurdo decidesse di chiudere Youtube scomparirebbero. Tutti.

Non so, ma nessuno di questi paladini della libertà forse ha capito che il mondo è al di là della Rete e che a nessuno al di fuori della piccola comunità internettara italiana frega niente se io pubblico o meno il mio videoreportage fatto col telefonino o no. A nessuno (a parte i diretti interessati) frega niente se su Facebook c’è il gruppo che invoca la morte di questo o quello: usciti da Facebook il gruppo non esiste.