E-commerce…

… per modo di dire.

Sentiamo continuamente dire che “in Italia nessuno compra online perchè non si fida di dare il numero di carta di credito”. A volte il motivo è questo, a volte è che i commercianti sembrano fare di tutto per rendere le cose impossibili.

Ieri tento di comprare un paio di biglietti ferroviari per il finesettimana. Bene, sito di Trenitalia (che è tornato a chiamarsi Ferrovie dello Stato), login, orario e acquisto. Già da qui iniziano i problemi per trovare un treno. Per andare fuori regione è praticamente obbligatorio prendere almeno un Frecciarossa, o almeno è l’impressione che si ha dalla prima schermata; in realtà in fondo all’elenco c’è un pulsante con scritto tutte le soluzioni, cliccandolo, come per magia, appaiono anche degli InterCity e, meraviglia delle meraviglie, anche qualche interregionale!

Alla fine però decido per il Frecciarossa, perchè impiegare sette ore per fare Milano-Perugia mi sembra un tantino eccessivo. Arrivo finalmente all’ultimo step dell’acquisto e mi accorgo di una cosa fastidiosa: non è disponibile l’acquisto Ticketless (ovvero quello in cui stampi la ricevuta e la porti in treno) ma solo il ritiro in stazione. Vabbè, tanto in stazione ci devo andare lo stesso, quindi si può fare. Seleziono, metto il numero di carta di credito sulla maschera gestita da SIA-SSB e.. Transazione rifiutata. Avrò sbagliato, dico io… riprovo e… Transazione rifiutata. Chiamo l’apposito numero verde e scopro che il sito Trenitalia non è “certificato” (cosa significhi, non lo so) e che quindi non posso usare direttamente la carta di credito ma devo creare una carta virtuale sul sito della mia banca.

Naturalmente per creare la carta virtuale mi serve il PIN e la Password (che sono ovviamente nel contratto della carta, a casa…) e un numero che sta sulla carta di credito. Ovviamente il tutto è “case sensitive” ma non c’è scritto da nessuna parte, quindi mi tocca chiamare di nuovo il numero verde e scoprire che sbagliavo a digitare la Password.

Insomma, se per fare un acquisto online devo fare tutto ‘sto casino… vado in negozio.
E per inciso, nel 2010 i biglietti (a costo da treno giapponese) sono andato a farli alla stazione (servizio da treno italiano).

Prossimamente parlerò di un altra esperienza di ecommerce che promette essere quantomeno scomoda..