The life for dummies

Qualche sera fa ero con degli amici in un pub e mentre eravamo seduti sotto un rumorosissimo condizionatore, davanti a qualche birra e una crepe con la nutella iniziamo a parlare di cose da nerd..

E finiamo col renderci conto che oggi come oggi c’è una tendenza a far diventare tutto “for dummies”. Facile, semplice, senza problemi anche se sbagli. Tanto, la colpa è di qualcun’altro, non tua.

E così ci si trova con un paio di generazioni di adulti non del tutto cresciuti, in una società intera che non riesce a fare il salto di qualità per diventare adulta.

Non sto parlando dei “bamboccioni”, la maggior parte dei quali sta ancora coi genitori per necessità, perchè dal dopoguerra ad oggi la massima aspirazione degli italiani è stata avere una casa propria. E un posto di lavoro fisso, meglio se statale. Sacrosanto, certo, ma questo abbatte la flessibilità. Ma non è questo il discorso che volevo fare.

La riflessione era sulla ridicola sentenza contro due dirigenti di Google per aver pubblicato il video del disabile malmenato dai compagni. Invece di punire severamente quei due idioti ed i loro genitori qualora i due cretini fossero minorenni (e anche se fossero maggiorenni, non si può mettere al mondo persone così e non impedirgli di nuocere) in modo che siano da esempio agli altri ragazzini che non hanno la testa sulle spalle multano Google.

E perchè? Per non aver protetto la privacy del povero ragazzo malmenato! O meglio per averne pubblicato l’immagine senza autorizzazione esplicita. Insomma, cerchiamo un cavillo per punire quei bastardi di americani che lucrano sulle spalle dei poveri disabili. Come cittadino, mi sento preso in giro. Tutto questo viene da un gruppo di persone (i magistrati) che si stracciano le vesti solo all’idea di limtiare l’uso delle intercettazioni telefoniche, regolarmente pubblicate dai giornali alla faccia della privacy delle persone coinvolte. Ma quelle no, vanno bene. Internet invece no.

I politici si lanciano subito in frasi tipo “bisogna obblicare i provider a vigilare”, peraltro facendo fare loro il lavoro che dovrebbero fare le forze dell’ordine. Poi voglio vedere come fai: ogni minuto che passa, su youtube vengono pubblicati l’equivalente di 20 ORE di video. Potremmo risolvere il problema della disoccupazione 😉  ma non basterebbe ancora.

Cosa intendo per the life for dummies? Proprio sta cosa della non responsabilità: ingrassi? E’ colpa di un gene. Sei pigro? E’ colpa di un altro gene. pubblichi video idioti delle tue bravate su Youtube? Non sei tu che sei imbecille, è colpa di Internet.

E questa tendenza è preoccupante. Tra poco ci diranno come pensare e che sarà per il nostro bene.