Rosario, il sole nero te ce l’hai in testa!

Ogni tanto mi capita di leggere Tanker Enemy, ed ogni volta mi stupisco dell’inventiva del nostro caro geometer (pronunciato ghìomitèr all’inglese prego) nel trovare buffe correlazioni tra scie chimiche e realtà.

Credo che in psicologia questa cosa abbia un nome, mi informerò. Comunque oggi Rosarione supera se stesso, mettendo in ballo nientepopodimeno che i Litfiba che, come auguravano Elio e le Storie Tese, sono finalmente tornati insieme.

Pausa ad effetto.

Il buon Pelù ci propone uno dei suoi soliti testi in cui parla della realtà come si può fare in una canzone rock, scrivendo frasi che facciano banalmente rima. Peraltro la canzone è la solita canzone dei Litfiba. Anzi di Pelù. Anzi… la sto sentendo per la prima volta ora e indovino dove sono gli stacchi di batteria e più o meno dove va a parare il riff di chitarra. E non suono più da 5 anni. Delusione.

[youtube]WItZEYGOWUY[/youtube]

Già il titolo del singolo “sole nero” deve aver procurato un mezzo orgasmo al Comandante, che però, come dicevo, supera se stesso con questa frase:

lancia un messaggio che riprende la sua audace ed avventurosa incursione in “Che tempo che fa”, l’inutile programma condotto dal bamboccio Fabio Fazio. Allora il cantante provocò il bellimbusto, spronandolo a trattare l’argomento “scie chimiche”. Oggi, insinuandosi tra le fitte maglie della censura, gli autori del pezzo (Renzulli e Pelù), denunciano “le dosi di veleno della mia città”: chi ha orecchie per intendere, intenda.

Gli altri, ovviamente in camper.

Rosario, mi vuoi spiegare come accidenti hai collegato “le dosi di veleno della mia città” con le scie?

La frase può riferirsi alle seguenti cose:

1. la droga

2. l’inquinamento

3. la malavita

4 altre che non mi vengono, praticamente qualsiasi cosa.

E poi, Rosario, citalo tutto il verso, non fare come il tuo solito.

Sono il figlio delle radiazioni
delle televisioni
delle dosi di veleno della mia cttà
dove il Dio cervello
è pieno o vuoto a metà

Splende su di noi
e illumina il cammino
che ci sta davanti
brucia dentro e poi
rivedo la mia vita tuta in un istante

Dove le vedi le scie chimiche?

Vorresti quindi sostenere che  quando cantava “E’ il mio corpo che cambia, nella forma e nel colore, è in trasformazione” Piero intendeva far emergere “tra le maglie della censura” di essere un Rettiliano? E che “mondi sommersi” in realtà era una metafora del complotto mondiale?

Siamo fortunati che ‘o comandante non capisce una cippa di inglese, altrimenti se avesse letto questa canzone dei Dream Theater (di cui peraltro ho già parlato)…

[youtube]ca2HvFxFYPw[/youtube]

Since the new world order
Played upon our fears
Spreading accusations
Of radical ideas
The brotherhood of wisdom
Strength and dignity
Its rituals and secrets
Remain a mystery
Avrebbe gridato alla conferma del complotto?
Insomma ‘o comandante non ha perso occasione di rendersi ridicolo.
Citando uno spot: “Bravo Rosario, bravo”. 😀

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