Ma non è più “Think Different”?

Ora il motto di Apple è “Back to the Mac”. Già, “think different” è stato abilmente mandato in soffitta dato che nessuna delle due cose è più nella filosofia Apple.

Non c’è più il “think”, dato che anche sul nuovo OSX “Lion” ci sarà l’App Store. Avete capito bene:

“La prima novità riguarda l’introduzione del Mac App Store, un’applicazione stand-alone che sarà per Mac OS X quello che App Store è per i dispositivi iOS. Tramite il Mac App Store sarà possibile acquistare le applicazioni così come avviene con le app. Non sarà un’esclusiva di OS X 10.7 poiché sarà disponibile in 90 giorni (mentre la sottoscrizione delle applicazioni inizierà a novembre).” [via The Apple Lounge]

Quindi non dovremmo più fare la fatica di sceglierci le applicazioni: San Steve le avrà già scelte al posto nostro. Per fortuna a quanto pare la funzione sarà opzionale ma sono pronto a scommettere che nelle prossime release di OSX non sarà più possibile installare nulla che non venga dall’App Store “per la sicurezza degli utenti”.

Ovviamente i fanboy sono tutti entusiasti di questa bellissima e utile funzione, peccato che quando Microsoft semplicemente annunciò una cosa simile, il cosiddetto Trustworthy computing ed il sistema Palladium ci fu una vera e propria crociata anti-Microsoft in nome della privacy (personalmente anche la proposta Microsoft mi pare una cazzata ma tant’è..).

Ora però l’idea viene da San Steve da Cupertino, quindi è ottimafantasticafavolosageniale. Che sia la fine dell’open source su Mac? Sinceramente lo spero proprio: è quello che gli utonti si meritano.

Sulla scomparsa del “different” ovviamente c’è poco da dire, avendo una singola fonte di applicazioni, tutti tenderanno ad avere le stesse.

Com’è che l’antitrust americana indaga solo sulla presenza di Internet Explorer 8 in Windows Seven? Mah.

Io a questo punto direi che il motto migliore è “Mac in the back”. Poi fate voi.