Diritto d’autore, nuove norme dell’AGCOM (update)

Ma è il caso di parlare davvero di “bavaglio alla rete”?

Naturalmente no.

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Da uno scambio di messaggi con Piero, l’autore di www.segnalezero.com (che così mi porta un pò di visite :p) una piccola riflessione sulla faccenda.

Anzitutto, la bozza in discussione presso l’AGCOM riguarda praticamente solo la tutela dei diritti d’autore su Internet (per la pedopornografia, l’istigazione a delinquere e le altre cose penali c’è già, appunto, il codice penale). Un organismo privato non può, infatti, dar luogo all’azione penale (almeno in italia).

Quindi dobbiamo parlare del diritto d’autore. Anzitutto, va detto che esiste una normativa internazionale sui diritti d’autore (anzi ne esistono almeno due), e sono la Convenzione di Berna e la Convenzione Universale sul Diritto d’Autore. Entrambe recepite in Italia, ove vige anche una normativa nazionale, la Legge 633 del 22 Aprile 1941 ed alcune parti del Codice Civile (wikipedia).

Ebbene tutte queste norme regolano in modo estremamente preciso cosa si può e cosa non si può tutelare e cosa si può o non si può citare. In linea di massima il diritto di citaizone è consentito, per ragioni didattiche o di recensione, o di commento giornalistico. La citazione è possibile sia in forma parziale, secondo la legge italiana è citabile a scopo didattico non più del 20% dell’opera nella sua interezza (si, ci sono un pò di controversie sull'”interezza” ma bene o male è chiaro), sia in forma degradata, come la Convenzione di Berna. Ad ogni modo deve essere chiaro l’intento didattico.

E’ proprio questo diritto di citazione che sembra preoccupare tanto i blogger italiani; in realtà secondo me molti blogger italiani vogliono reclamare il diritto a scrivere peste e corna di chiunque rimanendo impuniti ma questo è un altro discorso. E questo rimane, almeno stando alla bozza, garantito. Poi c’è tutta la faccenda del “fair use” eccetera, ma quella è regolamentata da trattati internazionali (i due citati sopra).

La bozza prevede infatti che l’AGCOM, dietro segnalazione del detentore dei diritti, ne chieda la rimozione. Chi ha pubblicato il materiale ha cinque giorni di tempo per fare opposizione alla rimozione che, se dimostra di essere in regola, non avviene. Se invece non si oppone e non rimuove il materiale segnalato, l’AGCOM procede d’ufficio alla rimozione, ma non è ben chiaro se a livello di DNS oscurando il dominio, o a livello di provider facendo cancellare o nascondere l’elemento incriminato. Purtroppo non trovo link alla bozza completa, se qualche lettore la trovasse me lo segnali, per favore, nei commenti.

Ora, tutta la polemica dimostra una volta di più che buona parte delle persone che usa Internet non sa cosa stia facendo. Già, perchè tutta ‘sta manfrina della segnalazione, opposizione, cinque giorni eccetera…. è pressochè identica all’accordo di licenza che si sottoscrive, per esempio con YouTube (qui le condizioni di servizio) e che ogni utente dovrebbe leggere e conoscere.

Posso anche citare le condizioni del sito che mi ospita:

Illegal Activity

Customer may only use DreamHost Web Hosting’s Server for lawful purpose. Transmission of any material in violation of any Country, Federal, State or Local regulation is prohibited. To this effect, child pornography is strictly prohibited as well as housing any copyrighted information (to which the customer does not hold the copyright or an appropriate license) on DreamHost Web Hosting’s Server. Also, using DreamHost’s servers or network to conspire to commit or support the commission of illegal activities is forbidden as well.

In entrambi i casi, la decisione di cancellare il sito non veine presa da un magistrato, ma dallo stesso provider. Ho letto di persone che si lamentavano che “un organismo privato non può decidere su cose delicate come il diritto d’autore”, invece organismi privati lo fanno continuamente, e sono i provider, che dietro segnalazione si arrogano il diritto di rimuovere i contenuti. Ma spesso chi usa i servizi online si dimentica che ha sottoscritto un contratto in cui questo è espressamente previsto.

Ovviamente i media italiani si lanciano subito a parlare di legge liberticida e bavaglio, senza sapere manco di cosa si sta parlando esattamente. Poi escono con articoli perla come quello dell’asteroide a 12.300 METRI dalla Terra o delle onde congelate in Alaska…

Direi che per ora, in attesa di sapere i dettagli su questa norma, è tutto.

Aggiornamento

Dell’argomento parla anche Paolo Attivissimo in questo articolo sul suo blog il Disinformatico con una serie di riflessioni un pò più cattive delle mie ma comunque sullo stesso tenore. Non è un bavaglio, sono solo complicazioni burocratiche che non influiranno più di tanto, a meno che sul vostro sito ci siano SOLO contenuti di proprietà altrui che riproducete senza permesso. Ma in quel caso state violando la legge e i trattati internazionali.