Ancora sull’AGCOM

L’argomento è sicuramente d’attualità, quindi dedicherò un altro post alla faccenda AGCOM e “bavaglio alla rete”. Bavaglio che ho già avuto modo di definire inesistente (tanto non mi legge nessuno :p).

Anzitutto ho scoperto che parlare di opportunità di tutela del diritto d’autore e della proprietà intellettuale non piace agli internauti che anzi, vorrebbero poter condividere tutto (ovvero scaricare musica e film senza pagare. Resta da chiedersi come diavolo si possano produrre musica e film se è “tutto gratis”). Non solo, ma l’internauta medio vorrebbe anche poter avere il suo blog in cui è libero di dire quel che vuole su chiunque, in barba alla buona educazione, ma anche alla logica e alla realtà dei fatti.. Guai a far notare che la cosa non è esattamente così facile e che esistono delle cose che si chiamano responsabillità. Vabbè. Ho scoperto anche che questa gente è molto facile all’insulto ed a comportamenti direi maleducati simili a quelli che vedo nelle discussioni coi complottardi. Meno male che la maggior parte delle persone almeno sono educate anche se non la pensano come te.

Ad ogni modo, quel che ho scoperto di interessante è che, nonostante ci siano numerose leggi che regolino il diritto d’autore, intentare una causa da parte di un autore per plagio o sfruttamento del suo lavoro senza permesso è molto costoso e quindi in pratica nessuno lo fa. Presumibilmente è costoso per il singolo, ma suppongo che per gli Editori le cose siano un pò diverse. E già qui emerge il primo problema per il “popolo della rete”. Gli editori sono grossomodo il male incarnato e quindi qualsiasi cosa che tuteli questi ultimi è Male. Poco importa se tutelando gli Editori si tutelano anche gli Autori, permettendo loro di vedere pubblicate le proprie opere. La lungimiranza non è una delle doti della rete, evidentemente.

Ma in tutto questo cosa c’entra l’AGCOM? C’entra, perche a quanto pare molti tra i critici ad oltranza non sanno nemmeno che cosa sia questa Authority.

Cito dal sito www.agcom.it

L’Agcom è innanzitutto un’autorità di garanzia: la legge istitutiva affida all’Autorità il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare i consumi di libertà fondamentali dei cittadini.

Quindi non è, come molti pensano, una sorta di Gestapo della Rete pronta a censurare ed imbavagliare. Bene.

Ma continuiamo a leggere dal sito:

In questo senso, le garanzie riguardano:

  • gli operatori, attraverso:
    • l’attuazione della liberalizzazione nel settore delle telecomunicazioni, con le attività di regolamentazione e vigilanza e di risoluzione delle controversie;
    • la razionalizzazione delle risorse nel settore dell’audiovisivo;
    • l’applicazione della normativa antitrust nelle comunicazioni e la verifica di eventuali posizioni dominanti;
    • la gestione del Registro Unico degli Operatori di Comunicazione;
    • la tutela del diritto d’autore nel settore informatico ed audiovisivo.
  • gli utenti, attraverso:
    • la vigilanza sulla qualità e sulle modalità di distribuzione dei servizi e dei prodotti, compresa la pubblicità;
    • la risoluzione delle controversie tra operatori e utenti;
    • la disciplina del servizio universale e la predisposizione di norme a salvaguardia delle categorie disagiate;
    • la tutela del pluralismo sociale, politico ed economico nel settore della radiotelevisione.

E dunque si tratta di un organo di tutela e non di polizia. Ma forse chi sta protestando non si è mai posto domande su COSA stesse criticando.

Dimenticavo, i testi citati provengono da qui: http://www.agcom.it/Default.aspx?message=contenuto&DCId=1 a cui rimando per ogni ulteriore dettaglio. E ho scoperto pure qualcosa che non sapevo.

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