Google Plus: ma a cosa serve?

E anche io parlerò di Google +, il tentativo di Google di rispondere a Facebook. Leggo spessissimo commenti abbastanza schifati sul nuovo progetto di Big G… come dire, se una Grossa Multinazionale (TM) mette assieme un progetto simile a quello di uno sconosciuto, allora deve fare automaticamente schifo. Tutto ciò naturalmente senza pensare al fatto che “lo sconosciuto studente” è il fondatore di Facebook e che il valore delle azioni di Facebook è una cifra spaventosa (qualcosa come 65 miliardi di dollari), quindi possiamo tranquillamente dire che Facebook e Google possono competere ad armi pari. Comunque vedo un certo.. chiamiamolo snobismo prevenuto nei confronti di Google + che invece parte da ottime premesse.

Certo, non è il primo tentativo di piattaforma sociale di scarso successo da parte di Google, prima con Orkut e poi con l’oscuro Wave, che nessuno sembrava aver capito a cosa servisse. Orkut ha avuto un successo impressionante in America Latina (dove ha grossomodo 8 milioni di utenti), mentre in nel resto del mondo non si è sviluppato come avrebbero voluto gli ideatori. Wave è stato chiuso alcuni mesi addietro per scarso successo. C’è poi stato il tentativo di Buzz, che avrebbe dovuto essere il concorrente di Twitter ma nemmeno lui è andato molto bene. Far cambiare abitudini è difficile.

Ora a Mountain View ci riprovano con Google + che, almeno per ora, sembra un interessante ibrido tra Facebook, Twitter, Buzz e perchè no, un pò anche Foursquare.

Che cos’ha di diverso da Facebook? Principalmente una cosa: i “circles” (Cerchie in italiano): in pratica sono dei gruppi in cui suddividere in modo logico i propri contatti. Una volta suddivisi è possibile mandare messaggi (siano essi link, foto, video, messaggi di testo e quant’altro) ad uno o più circle. Naturalmente si possono mandare anche messaggi pubblici e agli “extended circles” (ovvero quelli che in FB si chiamano “amici di amici”). Con lo stesso indentico sistema (proprio dalla stessa casella di dialogo) si possono anche mandare messaggi ad una singola persona; quest’ultima è forse la funzione meno chiara: io stesso ho passato almeno 5 minuti a cercar di capire come mandare messaggi “privati”.

L’altra grossa differenza è mutuata da Twitter: io posso mettere una persona in un circle, ma la persona non è obbligata (come in FB) a ricambiare la cosa, in pratica è il principio del Followers di Twitter. Questa cosa è estremamente furba ma crea anche grosse polemiche dal punto di vista della privacy: non è infatti possibile impedire a qualcuno di inserirci in un circle, sebbene sia possibile bloccare una persona nascondendone i messaggi e impedendogli di vedere i nostri. A pensarci bene non è molto diverso da quanto succede in Facebook, anche se non sono certo se se io blocco una persona quella sia ancora in grado di vedermi.

La condivisione degli elementi è praticissima: via drag and drop oppure tramite ricerca. Ad esempio, selezionando Video appare un campo in cui cercare elementi direttamente su YouTube, elencati con delle piccole anteprime, visualizzabili in piccolo con un click. Spero integrino anche altri servizi di condivisione come Vimeo.

Le altre funzioni interessanti sono l’integrazione con Buzz e Google Talk e gli Hangout: chat audio video con tutti i contatti di un circle o i singoli contatti. Non ho ancora provato le ultime due dato che non ho più una webcam funzionante da mesi 😉

Poi ci sono gli spark ovvero delle aree tematiche in cui sono raccolti link relativi ad alcuni argomenti. Probabilmente la cosa meno utilizzata dell’intera piattaforma.

Tutta l’interfaccia è completamente basata su AJAX: come ho già scritto si possono fare cose tipo il drag and drop degli URL, delle foto o degli utenti nei circle. E rigorosamente banner-free.

Serviva un altro social network? Personalmente dico di si. Google +, ora come ora, è molto molto meno “ludico” di Facebook: mancano del tutto le Applicazioni (per fortuna) e tutta l’impostazione appare decisamente più “seria”.
Già il fatto che l'”amicizia” non sia automaticamente reciproca è un passo in avanti, e la suddivisione in circle è una delle cose che mancava a Facebook. Manca anche tutta quell’enfasi sul “condividere” qualche elemento.. insomma sembra proprio che sia un social network incentrato al fare qualcosa e non semplicemente al cazzeggio. E questa premessa spero terrà fuori i bimbiminkia che ormai infestavano Facebook.

La versione mobile ha delle cose in più ma penso ne parlerò specificamente in seguito. Appena le ho capite 😀