Attenzione caduta satelliti [aggiornato]

Non cadono solo i satelliti: cadono, metaforicamente anche gli articoli dei giornali. O meglio la loro credibilità.

In questa collana di… perle il Corriere della Sera supera se stesso con questa notizia (mentre scrivo l’articolo, la notizia è “misteriosamente” scomparsa dal sito, chissà come mai):

Aggiornamento: l’articolo è riapparso, ma con una diversa immagine (ed aggiornato il 25 settembre alle 10.13). Dall’occhiello è anche scomparsa la frase sulla Protezione Civile.

Prima perla(ta): quel “non si sa dove” nel titolo. Non è vero. Si sa benissimo, infatti nell’occhiello subito sotto viene specificata l’area “[…]compresa fra Canada, Africa e una vasta zona del Pacifico[…]”. Quindi il dove si sa.

Seconda perla(ta): “la Protezione civile aveva già escluso la caduta di frammenti sull’Italia”.
Ma come? Ma se il 23 Settembre avevano scritto:

cliccare per ingrandire

Ovvero:

Satellite che cadrà venerdì sulla Terra, «Pezzi potrebbero precipitare sull’Italia»
 Protezione civile: finestra di pericolo sul Nord Italia dalle 21.25 alle 22.03 di venerdì e dalle 3.34 alle 4.12 di sabato

Ma non basta: nell’articolo scrivono che

“Lo annuncia la protezione civile, che ricorda che la probabilità di caduta di frammenti sulla penisola è pari allo 0,6%. Tutte le Regioni e le Province autonome interessate hanno attivato le proprie strutture operative che monitoreranno l’evolversi della situazione.”

E questo alle 16.45. Grosso modo verso le 23 chiarivano la notizia, peggiorandola (se mai fosse possibile), arrivando a:

La Protezione civile ha fatto sapere che, date le scarse probabilità che i frammenti causino il crollo di strutture, sono da scegliere luoghi chiusi. «I frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici», ha aggiunto il Dipartimento. «All’interno degli edifici – prosegue il Dipartimento – i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi). Al momento non è prevista alcuna limitazione al traffico aereo né a quelli ferroviario, stradale, autostradale o marittimo».

Mi sembra che qui si dica esattamente il contrario. Che poi la notizia che ho “fotografato” all’inizio dell’articolo sia sparita mi fa proprio pensare. Male.

2 thoughts on “Attenzione caduta satelliti [aggiornato]

  1. genxha says:

    Personalmente penso che ci sia una certa differenza tra non sapere dove si trova precisamente qualcosa e non saperlo del tutto. Conoscere la zona, anche se piuttosto ampia, mi pare un pò diverso dal “non sapere dove”. Anche perchè a me quel “non si sa dove” fa tanto “gne gne gne quelli della NASA non sanno dov’è finito”.

    Una curiosità: leggevo da qualche parte che la zona di distribuzione dei “pezzi” è stimata e che segue le regole della dispersione balistica dei colpi d’artiglieria.

    Sull’allarmismo ormai da anni abbiamo capito che se i media non fanno una notizia strillata al mese non vivono bene. Purtroppo. E pensare che questi son solo gli antipasti: l’anno prossimo è il 2012.

  2. Ephel says:

    D’accordo quasi su tutto, tranne che sulla “prima perla”.

    Dire che è caduta da qualche parte “in una zona compresa fra Canada e Africa” non è esattamente “sapere dove è”… Certo, si possono fare discorsi vari sul significato delle parole, ma se io non ritrovo la borsa e dico “Non so dove è la mia borsa, sicuramente in casa, all’università o al bar a cui mi sono fermata per prendere un caffè” non credo che la prima parte della frase sia in contrasto con la seconda.

    In ogni caso, c’è da dire che l’informazione (per così dire) sull’intera faccenda del satellite è stata come al solito assurdamente allarmistica… non mi stupisce che ora cerchino di approfittare della supposta scarsa memoria dei comuni mortali a cui smerciano le notizie per far finta di aver sempre detto che non sarebbe successo nulla.

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