Martin Mystére e le scie chimiche – aggiornato

Eh si. Prima o poi doveva capitare: anche il BVZM (Buon Vecchio Zio Marty, per chi legge il fumetto Bonelli) o se preferite il “Detective dell’impossibile” finisce per occuparsi di leggende urbane e teorie di complotto, in particolare di una di quelle che sicuramente fa molto discutere perchè si basa su fatti evidenti: quella delle cosiddette “scie chimiche”.

Martin Mystére n° 322 – Sergio Bonelli Editore

L’albo si occupa genericamente delle varie teorie dei complotti (lunacomplottismo, teorie sull’11/9, Illuminati, ecc..) ma soprattutto affronta il tema delle “chemtrails” ovviamente nella solita chiave mysteriosa ben conosciuta ai lettori del fumetto. Ovviamente la conclusione non è affatto scontata e non ve l’anticipo per non rovinarvi la sorpresa: sicuramente commenterete con un “geniale!” quando arriverete alla fine dell’albo.

Tra parentesi molte frasi attribuite ai personaggi complottisti nell’albo paiono citazioni dirette da blog e siti di ben noti sciacomicari nostrani, attualmente sotto processo ma non per i loro deliri sull’avvelenamento globale ma per molto più prosaici reati tipo diffamazione, stalking… insomma cose molto terra terra. Interessante anche la riflessione sul fatto che parlare di queste baggianate teorie come se fossero vere può avere effetti deleteri su persone dalla psiche già provata e spingerle a gesti folli.

Non manca la consueta parte redazionale  che spiega in breve “cosa c’è di vero nei mysteri” (in questo caso specifico, assolutamente nulla).

Un numero che mi ha fatto tornare la voglia di leggere fumetti italiani ed in particolare Martin Mystére, di cui ero assiduo lettore una decina d’anni fa, quando ancora le uscite erano a cadenza mensile.

Aggiornamento

Come si poteva facilmente intuire,quest’albo non è piaciuto ai guru nostrani delle stronzate scie chimiche, infatti su Tankerenemy Zret scrive:

alfredo castelli, creatore e mente dietro a martin myster da decenni, è tutt’altro che uno sprovveduto, è uno che conosce le cose, che poi si presti a fare l’insabbiatore è un altro discorso.

A parte che Alfredo Castelli in quanto nome proprio vorrebbe le maiuscole e che è Martin Mystére io direi che, facendo lo “psicologo da bar” siamo di fronte a un caso di delirio persecutorio in piena regola.