strakkah da bannah!!

Straker the banner!!

Dunque, siccome mi stavo annoiando ho pensato bene di farmi due risate leggendo tankerenemy e ovviamente NON sono rimasto deluso.

L’articolo di oggi spala merda su “Il verificatore” un programma di RAI 2 che dovrebbe illustrare le tecniche base del “fact checking”, parola inglese molto cool che potremmo tradurre con “riconoscere le bufale”.

tankerenemy

 

Sostanzialmente la verifica dei fatti e delle notizie, quello che i siti di informazione dovrebbero fare ma che troppo spesso non fanno, “tanto è su Internet”. Questa cosa ovviamente a Straker fa andare il sangue alla testa, dato che riduce il numero (che è fermo a 431) di potenziali membri del suo vomitato comitato.

Ma le risate non sono finite.

Infatti, oltre alla ormai nota (e sempre fonte di ilarità) pagina degli “aidentifaid” :p ovvero dei “debunker disinformatori stalker granduff. fidiputt.” il nostro straccer ha in serbo (o in croato, chissà) anche la “lista di proscrizione degli indrizzi IP”. Già. Accedendo da uno di questi, che non si capisce in base a quale logica siano stati selezionati, si arriva a una pagina come questa:

stop

 

La pagina invita a “verificare il proprio IP”, ovvero andare su http://en.utrace.de, un sito che fa geolocalizzazione degli IP (cosa possa “verificare” una cosa del genere lo sa solo il pelato sanremese). Fosse whois.domaintools.com capirei ma… non indaghiamo che è meglio che fa già abbastanza ridere così.

Come se gli “uffici ministeriali e governativi” non avessero modo di bypassare il ridicolo filtro. L’ho fatto io in un click (dato che come ormai fanno molti, uso Tor). Fatto sta che nella ban list di straccer c’è finita per qualche ragione mezza Tiscali, come piagnucolava lo stesso Straker su Facebook. Si quel social network in cui lui non avrebbe MAI e poi MAI fatto un profilo, come ci fa sempre notare Nico Murdock.